Le Mamme e i Papà nello spirito

Questo tema è molto importante per me e famiglia a modo mio mi ha dato il modo e lo spazio per trattare l’argomento.

Non posso, quindi, non mettere il link al racconto:

https://www.famigliamodomio.it/lutto-aborto-spontaneo/

Un abbraccio forte a tutte le mamme ed a tutti i papà nello spirito

Daniela

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Aspettiamo insieme?

E un altro compleanno atteso è arrivato ed è passato…

Ho smesso di fare il conto dei pro e dei contro e anche di vedere a che punto sto, che poi a guardare sempre indietro finisce che non vedi dove stai andando e sbatti. Ogni riferimento è puramente casuale!

Quindi direi che mi limiterò a dire che:

Adoro Netflix che mi accompagna a lavoro e mi riporta a cas. La serie del momento Sabrina, a seguire Suits poi anime come se piovesse – quelle tenere però e se capita anche qualcuna noir.

Adoro la colazione al bar la mattina, tutte le mattine tranne i festivi.

Il sabato potrebbe diventare tipo una vecchia pubblicità di viaggi in crociera -avete presente quella con la povera disgraziata in vasca da bagno con una specie di cocktail in mano che fa finta di stare sulla nave e poi piange disperatamente? Beh la mia colazione a casa sarebbe così se non fosse per la dolce presenza di quell’esserino che mi tengo sempre stretto vicino : ) e allora la colazione diventa un viaggio nei suoi sogni o nei suoi ricordi del giorno prima.

Adoro le mie amiche che mi sono sempre intorno. In un modo o nell’altro stanno sempre lì…che brave!

Adoro cominciare a pensare al Natale che poi quando arriva non me lo godo mai, sono fatta così, ma l’atmosfera e lo spirito, quelli li ho tutti.

Per l’avvento ho pensato ad un progettino niente male da fare con Leo (l’esserino di cui sopra). Bisogna vedere se si piegherà. Anche se mi dico che devo smettere di perdere tempo: presto non lo potrò più costringere a fare le cose sciocchine da bimbi…già adesso si ribella – due anni e mezzo di puro carattare!

Progetti per i regali…ancora neppure l’ombra anche se già tartassano. E allora da spirito Hygge-minimal quale aspiro, inspiro ed espiro e aspetto (come aspetto io, nessuno) e qualcosa verrà fuori!

Aspettiamo insieme?

Ritardo programmato

Un pochino di pausa…ma non una rinuncia.

Una pausa, non di riflessione ma di attività ed anche intensa!

I progetti? Sempre tanti ma con più calma ed ordine! Tipo metodo konmari 😉

Partiamo dall’inizio.

Dopo la bocciatura dall’esame – lingua inglese II – mi ero convinta che quello fosse il punto da cui ripartire ed il campo su cui mettere in pratica tutto quello che avevo appreso tra: discorsi motivazionali con e senza amiche, organizzazione e ottimizzazione del tempo e dulcis in fundo la buona volontà…che poi di fatto non manca mai (anche se il saggio dice: la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni).

Quello che mancava invece, me ne sono resa conto da questo breve sondaggio interno, era la disciplina.

Tutto fa brodo è vero ma senza cucchiaio come mangi?

Bene, mi sono detta, mi serviva il cucchiaio. Quindi sono partita da me: una vita più ordinata sia fuori che dentro. Nessuna grande rivoluzione, sono partita dalle piccole cose.

Rimettere in ordine le cose immediate tipo: scontrini che non servono, cartacce, fazzoletti, spicci lanciati un pochino ovunque che poi a metterli insieme scopri che avevi cinque euro, matite, penne, evidenziatori. In borsa, come in casa, solo l’essenziale (ovviamente in casa il discorso è un’anticchietta più complesso ma prima o poi andava fatto).

Ho cercato di fare economia (ognuno ovviamente ha la sua) la mia è consistita in un foglio dove ho annotato tutte le spese che facevo. Non per non spendere ma per spendere meglio! E poi sono andata su internet per gli acquisti…per non perdere tempo.

Ecco il vero neo di tutta la questione era il tempo.

Perché alla fine tutto quello che ho fatto (parlo in specifico della mia personale necessità) è stato cercare di avere più tempo!

Infatti per poter studiare quello di cui avevo bisogno ed è quello che stavo cercando senza rendermene realmente conto era di più tempo!

Non dico sia stata una passeggiata ma ad esempio portandomi il pranzo da casa sono riuscita a guadagnare quei dieci minuti che perdevo per andarlo ad acquistare nel supermercato più vicino!

Un’altra buona abitudine è utilizzare l’agenda (che compro sempre ma non uso mai o qualunque supporto che potesse aiutarmi ad avere traccia di c’ho che devo fare) così da non perder tempo nel cercare di capire come infilare questo o quello e mettendo eventuali “giri” tutti insieme nello stesso pomeriggio – il mio pomeriggio va dalle 14 alle 16.

Di base quindi si è trattato di capire qual era il mio punto debole…ed in realtà la riuscita era annidata nell’angolo oscuro delle perdite di tempo.

Questo è un post che parla di tempo ma non come ossessione ma come risorsa…ora che mi voglio occupare delle cose che in agenda erano finite “a dopo l’esame” mi ritrovo con tanto tempo -che mi fa pure strano- e che non devo riempire nuovamente di cose futili. Quindi oltre ad essermi già adoperata per muovere i primi, timidi passi, verso gli altri esami, è giunto il momento per dedicarmi seriamente alle altre montagne da scalare che sono in programma per quest’anno.

Poiché per me l’anno comincia a settembre, come quando andavo a scuola, non posso che augurarmi ed augurare, anche se un pochino in ritardo ma era in programma anche questo :), Buon inizio d’anno!

Quando le buone abitudini non si fermano di mattina…speriamo

Qualche mattina fa ho letto una notizia che mi ha scioccato e anche responsabilizzato: una mamma ha ucciso il figlio.

Lasciando stare tutti i possibili e ovvi commenti, ho iniziato a scrutarmi ed analizzarmi. Perché storie così terribili devono lasciare un segno. Parlano a noi, a me, di qualcosa che manca e che bisogna costruire.

Bisogna costruire, a mio avviso, prima nella propria famiglia (qualunque essa sia anche se composta da un solo individuo!). Non possiamo aspettarci il bene se prima non lo facciamo, il bene, se prima non ci sentiamo voluti bene. Se non ci vogliamo bene.

Per un pochino di tempo ho seguito la miracle morning. Sicuramente grande proposta ma l’ho trovata totalmente impraticabile per una neomamma/lavoratrice/studentessa ed a volte moglie. Era assolutamente fuori discussione la possibilità di alzarsi anche solo mezz’ora prima, con regolarità, con rilassatezza.

Per cui ho compreso che non ero io a dovermi adattare alla miracle morning, era lei che doveva adattarsi a me.

Nella pratica però ho evidenziato tre aspetti che ho proprio sentito affini: la gratitudine, la spiritualità (non solo nel senso religioso del termine) e la necessità di uno spazio mentale.

Quindi mi sono focalizzata su questi tre aspetti e ho compreso che quello che la miracle morning cerca di costruire non è solo un business ma uno stile di vita.

Quando cominci a percepire la gratitudine, quella vera, non solo perché ti viene detto che “Devi essere grato”, tutto cambia.

Si inizia con il dirselo per poi arrivare a sentirlo ed è purtroppo con fatti tragici come quello che ho menzionato sopra che avvolte la coscienza viene fortemente scossa ed allora proprio la senti tutta questa gratitudine.

Una volta sentita, sperimentata, conosciuta la puoi spalmare a macchia d’olio su tutto, su ogni aspetto della tua vita.

A questo punto entra in gioco, per me, la spiritualità. Siamo tutti uniti e connessi e solo attraverso un percorso spirituale lo possiamo riconoscere e dare un senso a questo vincolo. Non più di me, non meno di me. È un legame.

La gratitudine e la spiritualità hanno però necessità di uno spazio dove poter crescere ed essere alimentate quindi serve spazio mentale.

Bisogna fare declutter, letteralmente buttare via il superfluo, dalla propria mente ed a volte questo si trasporta anche nella propria vita.

Quindi ora sono in questo viaggio da quattro anni con ancora un lungo percorso avanti a me, anzi a noi. Perché se uno è “bravo”, lasciatemi passare il termine, ci porta tutta la famiglia. Il cambiamento non è mai un viaggio solitario.

Io e lo studio, lo studio ed io

Al momento sto preparando un esame…Cioè cerco di viaggiare una media di due esami l’anno…prima o poi finirò!

Tecniche e strategie di una mamma lavoratrice?

Studiare, ovunque, in qualunque momento e grazie alla tecnologia del 2018 – santo 2018- ho sempre a portata di mano: note book, dizionario e in questo caso – sto studiando lingua inglese II- ebook e traccie audio!

Insomma un arsenale!

Sulla riuscita non mi posso ancora sbilanciare ma il piano deriva da una grande mente e grande studiosa: la mia mamma!

La mia mamma conta, mi pare, spero di non averne dimenticata nessuna, quattro lauree, nell’ordine: Lingua Inglese, Giurisprudenza, Diritto Canonico e le mancava un esame in Psicologia (?!) – senza contare le specializzazioni!

Sul muro della casa dove abitavano e dove ho passato infanzia, adolescenza e parte dell’età matura, c’era un diploma in mimo.

Davvero, in mimo! Che effettivamente la mia mamma c’ha una bella espressività.

Comunque come lei mi ha sempre suggerito, leggere subito l’indice per avere chiari gli argomenti, vedere quante sono le pagine del libro e suddividerle per il tempo che si ha.

Può sembrare un’ovvietà ma a volte uno si butta sul libro, così a peso morto ma tu il tuo avversario lo devi conoscere!

Come finirà ve lo dirò in seguito, quello che posso dire è che non mi ritiro dallo scontro. Buona vita a tutti

Volevo stupirvi con l’effetto dieta

Ok, scherzavo. La dieta non è fattibile. Insomma, se parliamo di dieta intesa come riduzione della quantità di cibo ingurgitata, come si dice a Roma: nun se pò fà! Ho invece adottato un approccio più qualitativo che quantitativo.

Tanta frutta e verdura, meno carboidrati e litri di acqua.

Per cui ad esempio, la spesa per questa settimana è stata:

Merluzzo e un altro pesce che non ricordo il nome che però il pescivendolo, super gentile ha spiegato come cucinare (n.d.r. persico): in forno con un composto magico di pangrattato, parmigiano, olio, sale.

Poi, piadine che per noi sono il “salva cena”, ho in frigo una pastella per pizza altro “salva cena” e della pasta sfoglia terzo “salva cena” 😊 vabbè ci campo con i salva cena.

Poi zucchine, melanzane, pomodori, banane, pere, arance (tantissime) – le carote le avevamo già.

Yogurt, mozzarelle, affettati e ricotta, pane.

Dovremmo sopravvivere….ora scrivendolo mi rendo conto che l’altra strategia da adottare è quella si avere ben sott’occhio gli alimenti urgenti-deperibili perché poi regolarmente uno mangia il galbanino e butta la mozzarella!

Riflessione

Tutte le mattine faccio sempre la stessa riflessione quando arrivo a Termini (snodo centrale di Roma) e mi imbatto in quei poracci che salgono invece di scendere.

Questi errabondi del mondo, macinatori di chilometri e e traveller indipendet arrivati a Termini si perdono.

Forse i fumi della metro, forse è un test alle sfide ironman (che poi voglio proprio vedere in che cosa consistono).

Fatto sta che i turisti, molti non tutti, come arrivano a Termini, invece di sincerarsi che l’uscita sia veramente dove loro stanno per caricarsi chili e chili di bagaglio a mano – che ora grazie ai viaggi low cost spesso non supera i 9/13 kg, che però se non sei abituato sono comunque tanti sollevati in salita sulle scale- vanno.

Ma dove vanno?!

Ma volete sincerarvi che non ci sia un ascensore o una scala mobile che possa aiutare nell’impresa?!

Ma loro niente. Vanno!

Li vedi sudati, sfatti, affranti e rassegnati.

Forse Roma li ha messi talmente alla prova che oramai neppure se lo chiedono più se c’è un ascensore – tanto sarà rotto – o una scala mobile – tanto sarà ferma-.